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Gilda Radner

Spirito tormentato e generoso, Gilda Radner è stata una delle comiche più famose negli USA.
Gilda Radner
Idolatrata oltreoceano per i suoi sketch al mitico Saturday Night Live con John Belushi & Co., è stata anche moglie di Gene Wilder. Una vita da fiaba che si interrompe tragicamente come lei stessa racconta nello struggente libro-testamento Ce n'è Sempre Una!


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LA SCHEDA:
Data di nascita: 18-06-1946
Data di morte: 20-05-1989
Curiosità: Incostante per carattere ha adorato – in ordine sparso – la macrobiotica, il nuoto, il tennis e gli acquisti telefonici.
La battuta: "Never mind!” (il suo personaggio TV al SNL Emily Litella quando, come sempre, realizza di non aver capito nulla)


LA BIOGRAFIA:
La maggior parte delle persone nasce, cresce, vive la propria vita e poi se ne va. È nell'ordine naturale delle cose. Ma per Gilda Radner il percorso non è stato un così lineare susseguirsi di eventi, per lei il cammino si è interrotto sotto la luce di un riflettore e a spettacolo ancora in corso. E quando questo accade a una persona di talento è ancora più straziante. Ma chi era Gilda Radner? In pochi conoscono la sua storia da questa parte dell’oceano. È stata una donna dalle molte facce: un genio della comicità, la moglie di un mito e una persona affamata di vita.

Negli anni Settanta è nel cast originale del Saturday Night Live e scrive pagine memorabili della TV con John Belushi, Dan Aykroyd, Steve Martin, Chevy Chase e Bill Murray, il nucleo di comedian che ha creato la leggenda dello show targato NBC. Tra il 1975 e il 1980 Gilda consegna al suo pubblico, e alla memoria storica degli americani, una serie di tormentoni e personaggi di culto, come la giornalista scorretta Roseanna Roseannadanna e Emily Litella, l’attempata signora con problemi di udito.

Poi con gli anni Ottanta l’incontro con Gene Wilder, star di Frankenstein Junior, è il preludio a un cambiamento radicale. I due si conoscono sul set di Hanky Panky (1982) ed è amore a prima vista. Per convolare a nozze scelgono un romantico paesino nel sud della Francia, Gene è pazzo di lei e Gilda pensa che durerà per sempre. Ma quando il futuro sembra più roseo, il dramma irrompe sulla scena. La comedian scopre di essere sterile e dopo qualche tempo accusa forti dolori alle gambe; le analisi rivelano qualcosa di terribile: cancro ovarico allo stadio quattro. Gilda sceglie di giocare. Il cancro è la cosa meno divertente del mondo, ma neanche lo spettro della morte le impedisce di cogliere gli aspetti ironici della sua malattia e di raccontarli giorno dopo giorno in un diario. Gilda continua a lottare, affrontando la malattia di petto e facendo cose che nessuno si aspetterebbe da lei, come andare a vedere i Lakers, posare per le copertine di Life e fare battute sul cancro nei salotti televisivi.

La comica si spegne nel sonno il 20 maggio del 1989 ma il suo spirito sopravvive attraverso l’attività dei Gilda Club, centri di sostegno per i malati di cancro nati dopo la sua scomparsa, attraverso i suoi sketch mandati in rotazione dei network e il suo libro di memorie. Quello stesso diario, che Gilda compilava con perseveranza nei suoi ultimi anni, è poi diventato un’autobiografia tragicamente divertente, intitolata Ce N’è Sempre Una, da un'espressione che suo padre era solito ripeterle quando lei era una bambina di Detroit e sognava che un giorno avrebbe conquistato il mondo.
 
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